scunzamnestra

Ogni maledetto giorno persone migranti, senza fissa dimora e marginalizzate subiscono controlli, perquisizioni, sanzioni e umiliazioni.

A Ferrara non essere italianx o non rientrare nei canoni del perbenismo bianco e  borghese significa essere una persona sospetta e suscettibile di accertamento a priori. Ovvero ritrovarsi ad essere il capro espiatorio su cui la politica in città indirizza le frustrazioni e l’animosità di una cittadinanza plasmata da decenni e decenni di qualunquismo populista, di destra e di sinistra.

In città il clima di odio e di insofferenza verso chi viene identificatx come “l’altrx” è sempre più palpabile e furbescamente  strumentalizzato dalle amministrazioni che si susseguono. La lotta al cosiddetto “degrado”, alla droga, alla microcriminalità, alla prostituzione, alla migrazione irregolare, pomposamente promossa dalle istituzioni, ha l’esatta funzione del divide et impera, della guerra tra poverx, affinché coloro che sono davvero i responsabili di oppressione e sfruttamento diffuso, non vengano additati e riconosciuti come tali.

Con l’inasprirsi generale dei controlli in epoca Covid a Ferrara, come ovunque, la gente è più sbirra e gli sbirri sono più stronzi. Gli abusi e i controlli indiscriminati sono la quotidianità.

Rifiutiamo l’idea che le leggi dello stato nascano e vengano applicate per garantire la “sicurezza” delle persone, perché il loro unico scopo è mantenere un ordine basato sulla divisione patriarcale, classista, razzista e specista della società. Rifiutiamo il concetto stesso di sicurezza e la retorica del carcere come “luogo di rieducazione”, perché non cancella i sistemi di oppressione, ma li replica e riafferma attraverso la massima privazione della libertà. Rifiutiamo l’immagine romanticizzata delle forze dell’ordine come eroi del nostro quotidiano, una narrazione che è fumo negli occhi per la società.

A Ferrara lx SCUNZAMNESTRA è unx guastafeste, qualcunx che dà fastidio.
Vogliamo dare fastidio a sbirri, istituzioni, carcerieri, oppressori e a tutti coloro che agiscono e godono di repressione, controllo e coercizione. Vogliamo dare fastidio ribaltando la narrazione dominante che spopola nei media che  contribuisce alla marginalizzazione ed oppressione sempre più pressante di chi non rientra nello standard imposto dalla società patriarcale, razzista, classista e specista in cui viviamo.

Lo vogliamo fare attreverso questo blog, in cui riportiamo la quotidianità dei controlli, dei fogli di via, della vera e propria caccia allx stranierx che gli sbirri mettono in atto in questa città.

Raccontare la normalizzazione dello sfruttamento di persone, animali e della devastazione degli ecosistemi, ormai ridotti all’osso. Mettere in discussione la narrazione mediaticae istituzionale che vorrebbe le donne e le soggettività oppresse dal patriarcato come soggetti passivi e vulnerabili, bisognose di sbirri e istituzioni per “liberarsi”, salvo poi mettere alla gogna e dietro le sbarre quelle che si ribellano o semplicemente esulano dal ruolo di genere loro imposto dalla società e da quelle stesse autorità. Dare diffusione agli atti di repressione che  quotidianamente avvengono a Ferrara, dietro la copertina patinata di cittadina da cartolina e pacificata, ma anche di messa in luce dei gesti di ribellione, di chi non ci sta a subire sempre, come pure diffondere iniziative e materiali contro il controllo e le normatività imposte, da una prospettiva anarchica.

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